MARKETS
NVDA $218.29 ▼ -0.03%
MSFT $495.63 ▲ +0.65%
GOOGL $338.50 ▲ +1.77%
META $648.03 ▲ +0.57%
AMZN $256.78 ▲ +1.94%
TSLA $365.44 ▲ +0.52%
AMD $516.13 ▲ +2.49%
PLTR $167.23 ▲ +0.83%
ULTIMA ORA
Aziende e Business

OpenAI IPO 2026: S-1 depositato, valutazione fino a 1 trilione

· · ⏱️ 4 min di lettura
OpenAI IPO 2026: S-1 depositato, valutazione fino a 1 trilione

In sintesi: OpenAI deposita l’S-1 alla SEC puntando a una valutazione fino a un trilione di dollari, con perdite da 9 miliardi nel 2025.

Per ogni dollaro guadagnato, OpenAI ne ha bruciati 1,69. Eppure l’8 giugno 2026 la società ha depositato in via riservata il proprio S-1 presso la SEC, avviando formalmente il percorso verso una quotazione in borsa che potrebbe valorizzarla tra 852 miliardi e 1 trilione di dollari. Goldman Sachs, Morgan Stanley e JPMorgan guidano l’operazione. La finestra target è settembre 2026, ma la parola definitiva non è ancora stata pronunciata.

L’annuncio che si è fatto da solo: OpenAI brucia i tempi

La notizia è arrivata in modo insolito. OpenAI ha pubblicato l’annuncio sul proprio sito prima che qualcuno potesse farlo trapelare. Il comunicato recita: “Abbiamo presentato di recente un S-1 riservato. Ci aspettiamo che venga divulgato, quindi lo annunciamo noi stessi.” Una mossa che dice molto sul rapporto che la società ha con la propria immagine pubblica. Ma l’autoironia non cancella i numeri: nel 2025 OpenAI ha generato 13,1 miliardi di dollari di ricavi e ne ha spesi circa 22 miliardi per farlo, registrando una perdita netta di circa 9 miliardi. Le proiezioni interne stimano una perdita di 14 miliardi nel 2026, con il pareggio di bilancio atteso non prima del 2029-2030.

Sam Altman e la casella vuota: il CEO senza equity

In-article responsive

Il dettaglio più sorprendente non è la perdita: è chi non ha quote nell’azienda. Sam Altman, CEO e volto pubblico di OpenAI, figura nella cap table con una riga che recita “TBD” — da definire. Zero equity in una società che potrebbe valere un trilione di dollari. La situazione è talmente anomala da attirare l’attenzione del Comitato di Supervisione della Camera dei Rappresentanti e di procuratori generali di più stati, che stanno indagando su potenziali conflitti di interesse legati al portafoglio di investimenti personali di Altman. Al centro delle indagini ci sono i suoi legami con aziende come Helion Energy e Stoke Space, verso cui OpenAI ha valutato di investire. Una IPO porta trasparenza obbligatoria: tutto questo dovrà essere messo nero su bianco. Non a caso, nelle ultime settimane OpenAI ha perso 3 dirigenti in un clima interno sempre più teso.

La struttura societaria: chi possiede davvero OpenAI

OpenAI si è riorganizzata come OpenAI Group PBC, una public benefit corporation con obblighi di missione pubblica dichiarata. La OpenAI Foundation conserva una quota del 26%, Microsoft detiene circa il 27% su base diluita, e il restante 47% è in mano a dipendenti e altri investitori. Un’IPO darebbe agli investitori ordinari accesso diretto a quella crescita, invece di comprare esposizione indiretta attraverso le azioni Microsoft. Resta però una tensione interna che il deposito non risolve: il CFO Sarah Friar avrebbe suggerito privatamente di aspettare fino al 2027, ritenendo la società non ancora pronta a soddisfare gli standard di rendicontazione richiesti alle società quotate. Altman spinge per il quarto trimestre 2026. Gli analisti di PitchBook stimano che la finestra realistica sia già slittata a metà o fine 2027. Tutto questo arriva dopo che OpenAI aveva già raccolto 122 miliardi stabilendo un record in Silicon Valley: la fame di capitali non si ferma.

Anthropic sorpassa, Google avanza: la corsa al mercato si fa stretta

Il contesto competitivo aggiunge pressione in entrambe le direzioni. Anthropic ha depositato il proprio S-1, fresca di un round Serie H da 65 miliardi di dollari che l’ha valutata a 965 miliardi, superando OpenAI e diventando ufficialmente la startup AI più preziosa al mondo. I banchieri d’investimento hanno avvisato entrambe le società che chi arriva prima sul mercato cattura la domanda istituzionale. Nel frattempo, HSBC stima che OpenAI avrà bisogno di altri 207 miliardi di dollari di capitale entro il 2030: una IPO non è un traguardo, ma un punto di partenza per raccogliere ancora. La domanda che gli investitori dovranno rispondersi è diretta: quanto vale la fiducia che OpenAI domini il settore AI prima che i conti tornino? Con ChatGPT sceso dall’86,7% al 64,5% di quota di traffico web nell’ultimo anno, mentre Google Gemini saliva dal 5,7% al 21,5%, quella fiducia ha già un prezzo da giustificare.

Perche’ e’ importante

La quotazione in borsa di OpenAI sarebbe uno degli eventi finanziari più significativi del decennio nel settore tecnologico, aprendo per la prima volta al pubblico l’accesso diretto alla società che ha definito l’era dell’intelligenza artificiale generativa. La trasparenza obbligatoria imposta dai mercati pubblici costringerà OpenAI a rendere conto di governance, conflitti di interesse e sostenibilità finanziaria in modo mai visto prima. Il risultato dell’IPO condizionerà anche le valutazioni di tutti i competitor del settore, da Anthropic a xAI, in un momento in cui la corsa all’AI brucia capitali a una velocità senza precedenti.

Sticky mobile 320x50