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AI: OpenAI e Anthropic dominano l’80% del mercato

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AI: OpenAI e Anthropic dominano l’80% del mercato

In sintesi: Anthropic ha raggiunto 30 miliardi di run rate in quattro mesi, superando OpenAI e costruendo con essa un duopolio che controlla l’89% del mercato AI.

Salesforce ha impiegato vent’anni per arrivare a trenta miliardi di dollari di fatturato annuale. Anthropic ci ha messo quattro mesi. Tra il dicembre 2025 e l’aprile 2026, il creatore di Claude è passato da nove a trenta miliardi di run rate — la velocità di crescita dei ricavi più alta mai registrata da un’azienda nella storia, secondo TechCrunch. Dario Amodei, il CEO, ha dichiarato che il risultato ha superato le previsioni interne di un fattore otto. Non è un’iperbole: è un numero che fa alzare il sopracciglio anche a chi segue il settore da vicino.

The Information — testata americana specializzata in tecnologia, nota per l’accesso a dati finanziari che altri non hanno — ha pubblicato un’analisi su trentaquattro delle principali startup AI al mondo. Il quadro che emerge è netto: il settore genera quasi ottanta miliardi di dollari di fatturato annualizzato, cresciuto del 112% negli ultimi sei mesi. Ma l’89% di quella cifra è concentrato in due sole aziende. OpenAI e Anthropic hanno costruito, di fatto, un duopolio. Il resto del mercato si spartisce le briciole.

Ottanta miliardi divisi in due: la mappa del duopolio

Per capire quanto sia estrema questa concentrazione, vale la pena fermarsi sul numero. Ottanta miliardi di dollari di fatturato annualizzato tra trentaquattro aziende suona come un settore in salute. Ma tolti i primi due giocatori, le restanti trentadue startup generano collettivamente meno di nove miliardi. Tra quelle trentadue ci sono nomi che negli ultimi anni hanno raccolto miliardi di finanziamenti, fatto copertine, annunciato modelli che avrebbero cambiato tutto.

La concentrazione del capitale racconta la stessa storia. Nel primo trimestre del 2026, i deal di OpenAI, Anthropic e xAI — l’azienda AI di Elon Musk — hanno rappresentato il 67,3% di tutti i finanziamenti del settore. I restanti 83,5 miliardi si sono distribuiti tra 1.543 operazioni. Il denaro, come la gravità, si accumula dove la massa è già grande.

Questo accade per una ragione strutturale che non riguarda il marketing o il branding: addestrare un modello di linguaggio di frontiera — al livello tecnologico più avanzato disponibile — costa oggi centinaia di milioni di dollari per singolo ciclo di addestramento. Non è una spesa che scala linearmente con i ricavi: è una barriera d’ingresso che si alza ogni anno. Chi non può permettersi quel costo, non gioca.

Come Anthropic ha sorpassato OpenAI prima del previsto

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Che Anthropic avrebbe superato OpenAI in fatturato era già stato previsto da Epoch AI a febbraio 2026, con un orizzonte stimato intorno alla metà dell’anno. È successo ad aprile, con due mesi di anticipo. Il 7 aprile, Anthropic ha annunciato un run rate di trenta miliardi di dollari. OpenAI era intorno a venticinque.

La traiettoria di Anthropic negli ultimi due anni è quasi impossibile da visualizzare su una scala lineare: 87 milioni di dollari di run rate a gennaio 2024, un miliardo a dicembre dello stesso anno, nove miliardi a fine 2025, quattordici a febbraio 2026, diciannove a marzo, trenta ad aprile. In quattro mesi, il fatturato è più che triplicato.

Il motore principale di questa crescita ha un nome preciso: Claude Code. Lanciato come prodotto autonomo nel febbraio 2025 e reso disponibile al pubblico a maggio dello stesso anno, permette agli sviluppatori di scrivere, revisionare e modificare codice usando l’intelligenza artificiale. A novembre 2025 aveva già raggiunto un miliardo di run rate. A febbraio 2026 era a 2,5 miliardi. Secondo una stima recente, il 4% di tutti i commit pubblici su GitHub erano firmati da Claude Code — il doppio rispetto a un solo mese prima.

I clienti enterprise rappresentano oltre la metà del fatturato di Claude Code. Netflix, Spotify, KPMG, L’Oréal, Salesforce sono tra i nomi citati nel comunicato ufficiale di Anthropic. Otto delle dieci più grandi aziende al mondo per capitalizzazione — le cosiddette Fortune 10 — sono utenti paganti di Claude. Il numero di clienti che spendono più di un milione di dollari all’anno è passato da una dozzina due anni fa a oltre mille oggi.

Il numero contestato: guerra di metodologie contabili

C’è un dettaglio che il comunicato stampa di Anthropic non mette in primo piano. Il 13 aprile 2026, Denise Dresser, Chief Revenue Officer di OpenAI, ha inviato ai dipendenti un memorandum interno di quattro pagine — ampiamente trapelato alla stampa — in cui sostiene che il dato di trenta miliardi di Anthropic sia gonfiato di circa otto miliardi.

La questione è tecnica ma non banale. Quando un cliente usa Claude attraverso un partner cloud come Amazon Web Services o Google Cloud, Anthropic contabilizza l’intero importo di quella transazione come proprio fatturato — il cosiddetto riconoscimento lordo. OpenAI, invece, riconosce solo la quota netta che le spetta dopo la commissione del partner. La posizione di Anthropic è che le regole contabili standard (ASC 606) giustificano il riconoscimento lordo, perché è lei il soggetto principale di quelle transazioni. OpenAI sostiene il contrario.

La risposta definitiva arriverà solo con i prospetti IPO di entrambe le aziende, quando i numeri saranno sottoposti a revisione indipendente. Fino ad allora, il confronto diretto tra i due fatturati va letto con questa riserva in mente. Detto questo, anche sottraendo gli otto miliardi contestati, Anthropic resterebbe davanti. E la traiettoria di crescita — indipendente dalla metodologia contabile — non è in discussione.

Due modelli di business opposti, una divergenza sempre più profonda

Il sorpasso di Anthropic su OpenAI non è solo un cambio di posizioni in una classifica. Riflette una divergenza strategica profonda che si è allargata nel tempo.

OpenAI è, nella sostanza, un’azienda consumer che sta cercando di costruire un business enterprise. ChatGPT ha 900 milioni di utenti settimanali — un numero straordinario — ma solo il 5,5% paga un abbonamento. Il restante 94,5% accede gratuitamente, mentre OpenAI sostiene il costo computazionale di ogni singola richiesta. Il risultato è che l’azienda prevede di perdere 14 miliardi di dollari nel 2026, quasi il triplo delle perdite stimate per il 2025, con un ritorno alla redditività non previsto prima del 2029. Nel frattempo, GPT-6 è già in fase di completamento, con nuovi costi di addestramento che peseranno ulteriormente sui conti.

Anthropic ha percorso la strada opposta: nata come azienda per sviluppatori e grandi clienti, ha costruito un prodotto consumer quasi come secondo progetto. Circa l’80% del suo fatturato viene da clienti enterprise. Il margine lordo è migliorato da circa il -94% nel 2024 a circa il 50% nel 2025. L’obiettivo dichiarato è il 77% entro il 2028, con il break-even previsto nello stesso anno.

Questa differenza di modello plasma tutto: i prezzi, l’economia unitaria, il tipo di clienti attratti, il modo in cui si costruisce il prodotto. Secondo il Ramp AI Index, per la prima volta Anthropic ha superato OpenAI nell’adozione enterprise: 34,4% contro 32,3% ad aprile 2026. Un anno fa il distacco era inverso e ben più ampio.

La struttura del dominio e i suoi punti deboli

Anthropic non è solo avanti nei ricavi: ha costruito una rete di dipendenze infrastrutturali che la rendono difficile da scalzare nel breve periodo. Google ha dichiarato di voler investire fino a 40 miliardi di dollari nell’azienda. Broadcom ha rivelato che la domanda di computing di Anthropic sarà di circa un gigawatt nel 2026 e salirà a oltre tre gigawatt nel 2027. A maggio 2026, Reuters ha riportato un accordo con SpaceX per espandere ulteriormente la capacità di calcolo dedicata a Claude Code.

Eppure ci sono crepe visibili. A marzo 2026, Claude ha subito cinque gravi interruzioni di servizio — un segnale che l’infrastruttura fatica a reggere il ritmo di crescita. I costi di inferenza hanno superato le previsioni interne del 23%, comprimendo il margine lordo al 40%, sotto l’obiettivo dichiarato. E c’è una tensione strutturale nel modello di business: Anthropic guadagna di più quando i clienti consumano più token, il che crea un incentivo implicito a spingere verso i modelli più costosi anche quando quelli più economici sarebbero sufficienti. Non è un conflitto di interessi eclatante, ma è il tipo di frizione che i clienti enterprise, col tempo, notano.

Cosa resta aperto: il destino delle trentadue escluse

Il quadro che emerge dall’analisi di The Information descrive un settore che ha smesso di essere solo promessa e ha iniziato a produrre fatturato reale, con una velocità senza precedenti nella storia del software. Ma descrive anche un settore in cui denaro, talento e infrastruttura si concentrano in modo sempre più stretto intorno a due soli attori.

La domanda che resta aperta non è se Anthropic o OpenAI prevarranno l’una sull’altra. È cosa succede alle trentadue aziende che si spartiscono il restante 11% del mercato. Alcune costruiranno nicchie verticali sufficientemente profittevoli da sopravvivere. Altre verranno acquisite. Altre ancora bruceranno i capitali raccolti senza trovare un modello sostenibile. La storia dei cicli tecnologici precedenti — dai motori di ricerca ai social network ai marketplace — suggerisce che i mercati con queste economie di scala tendono a consolidarsi intorno a uno o due operatori dominanti molto in fretta.

Anthropic prevede un IPO già da ottobre 2026, con una valutazione che potrebbe superare i 900 miliardi di dollari. OpenAI dovrà raccontare ai mercati pubblici perché un’azienda con perdite previste di 44 miliardi tra il 2023 e il 2028 meriti una valutazione privata di 852 miliardi. Entrambe le storie sono credibili. Entrambe sono anche, in parte, da dimostrare. I mercati pubblici hanno una pazienza diversa da quella dei venture capitalist — e una memoria più lunga.

Perché è importante

La velocità con cui Anthropic ha raggiunto i trenta miliardi di run rate ridisegna i parametri di riferimento per l’intera industria tecnologica: nessuna azienda nella storia aveva raggiunto quella soglia così rapidamente. Il consolidamento intorno a OpenAI e Anthropic non è solo una questione di quote di mercato: determina chi controllerà l’infrastruttura cognitiva su cui si costruiranno i prossimi dieci anni di software enterprise. Per le startup AI che restano fuori dal duopolio, il tempo per trovare un modello sostenibile si sta esaurendo più in fretta del previsto.

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