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Recursive AI: 650M$ per l’AI che migliora se stessa

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Recursive AI: 650M$ per l’AI che migliora se stessa

In sintesi: Una startup di cinque mesi senza prodotto raccoglie 650 milioni di dollari puntando sull’AI che migliora se stessa senza supervisione umana.

Cinque mesi di vita, zero risultati tecnici pubblicati, e 650 milioni di dollari in cassa. Recursive Superintelligence — fondata a Londra il 31 dicembre 2025 — ha appena chiuso uno dei round più discussi dell’anno, con una valutazione che tocca i 4,65 miliardi di dollari. Il prodotto, al momento, è una tesi: che l’intelligenza artificiale possa migliorare se stessa senza che nessun essere umano intervenga nel processo.

Chi c’è dietro e dove vanno i soldi

Il round è guidato da GV (Google Ventures) e Greycroft, con AMD Ventures e Nvidia tra i partecipanti. I fondatori sono Richard Socher, ex chief scientist di Salesforce e attuale CEO di You.com, e Tim Rocktäschel, professore al UCL e fino a poco fa director a Google DeepMind. Al loro fianco ci sono Josh Tobin, Jeff Clune e Tim Shi, tutti ex ricercatori di OpenAI. I fondi serviranno a due cose: assumere talenti da Silicon Valley e Londra, e costruire i cluster computazionali — le grandi infrastrutture di calcolo — necessari per il primo ciclo di training autonomo che l’azienda chiama “Livello 1”.

La missione: automatizzare il metodo scientifico

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L’obiettivo tecnico è automatizzare l’intero processo di sviluppo dell’AI di frontiera, dalla selezione dei dati all’addestramento, fino alla direzione della ricerca stessa. Socher la chiama “il terzo e forse ultimo stadio delle reti neurali”. Il comunicato ufficiale recita: “Il percorso più veloce verso la superintelligenza sarà realizzato da un’AI che migliora ricorsivamente se stessa, tramite algoritmi open-ended che guidano un’innovazione senza fine.” Una fonte vicina ai fondatori ha aggiunto che l’obiettivo è un sistema che progetta la propria architettura di prossima generazione — e che il salto tra una versione e l’altra del modello potrebbe richiedere “diciotto ore, non diciotto mesi”. Il riferimento filosofico di Rocktäschel è la “barriera dell’informazione” teorizzata da Stanisław Lem: il momento in cui la conoscenza cresce così in fretta che gli esseri umani non riescono più a starle dietro. Recursive vuole superare quella barriera automatizzando il metodo scientifico, a partire dalla ricerca AI.

Nessun paper, nessuna demo: il problema della credibilità

Il problema è che, al momento, l’azienda non ha pubblicato un solo risultato tecnico concreto. Nessun paper, nessuna demo, nessun benchmark. Il Financial Times, che ha riportato il round per primo ad aprile, ha scritto esplicitamente che il concetto “non è stato testato per periodi di tempo prolungati”. Dean Ball, senior fellow alla Foundation for American Innovation, è diretto: “Forse alla fine automatizzeranno il genio. Ma non l’anno prossimo. L’anno prossimo automatizzeranno il lavoratore che sforna miglioramenti algoritmici di efficienza.” C’è poi la questione che la comunità di AI safety tratta da vent’anni come il caso limite da evitare: un sistema che si auto-migliora senza supervisione umana. Recursive lo presenta come obiettivo di prodotto. Nessuna legislazione esiste ancora su questo punto specifico.

La logica degli investitori: copertura del rischio, non fede nel prodotto

Il timing del lancio rivela qualcosa di interessante sulla logica del deal. GV investe in Recursive mentre Google DeepMind ha già sviluppato AlphaEvolve, un sistema che usa agenti basati su modelli linguistici per ottimizzare algoritmi — ma che richiede ancora intervento umano per definire i problemi e valutare i risultati. L’investimento di GV copre il rischio che il miglioramento ricorsivo autonomo emerga fuori dai laboratori interni di Google. Nvidia, da parte sua, investe in quasi ogni laboratorio AI di frontiera: è una strategia di acquisizione clienti travestita da venture capital. E Recursive non è sola nel segmento: David Silver, ex capo del team di reinforcement learning di DeepMind, ha appena chiuso un round seed da 1,1 miliardi di dollari per Ineffable Intelligence — il più grande seed round mai registrato in Europa. Una coincidenza di nomi, valutazioni e ambizioni che suggerisce meno una corsa verso la superintelligenza e più una corsa verso i capitali di chi ci crede.

Perche’ e’ importante

Recursive Superintelligence porta al centro del mercato un concetto che la comunità di AI safety considera il rischio sistemico per eccellenza: un’AI che si auto-migliora senza controllo umano. Il fatto che riceva 650 milioni di dollari prima di pubblicare un singolo risultato tecnico segnala che il ciclo speculativo sull’AI di frontiera ha raggiunto una nuova soglia. Se il modello funzionasse davvero, ridisegnerebbe l’intera industria dello sviluppo software e della ricerca scientifica — ma nessuno, per ora, ha prove che funzioni.

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