In sintesi: OpenAI perde tre dirigenti in un giorno, chiude Sora e abbandona i progetti collaterali per difendere il mercato enterprise da Anthropic.
Un milione di dollari bruciati ogni giorno per un’app video che ha generato appena 2,1 milioni di dollari in tutta la sua vita commerciale. Questo è il prezzo dei “side quest” di OpenAI — e il conto è arrivato tutto insieme il 17 aprile 2026, con tre dirigenti di primo piano che lasciano l’azienda nell’arco di ventiquattr’ore. Kevin Weil, Bill Peebles e Srinivas Narayanan escono di scena mentre la società che ha dato al mondo ChatGPT smonta sistematicamente i suoi progetti collaterali per concentrare ogni risorsa sulla produttività aziendale e sulla corsa verso la quotazione in borsa.
Chi se ne va e perché il momento è tutt’altro che casuale
Kevin Weil non era un dirigente qualunque. Ex Chief Product Officer di OpenAI, aveva lasciato quel ruolo per guidare “OpenAI for Science”, un gruppo di ricerca interno che puntava a usare l’intelligenza artificiale per accelerare le scoperte scientifiche. La sua formazione lo rendeva perfetto per il compito: laurea summa cum laude ad Harvard in fisica e matematica, poi studi in fisica delle alte energie a Stanford. In un post pubblicato oggi sui social, Weil ha scritto: “È stato due anni di espansione mentale, da Chief Product Officer all’unirmi al team di ricerca e all’avvio di OpenAI for Science. Accelerare la scienza sarà uno dei risultati più positivi della nostra spinta verso l’AGI.” Ha anche precisato che il suo gruppo viene assorbito in altri team di ricerca — un modo elegante per dire che il progetto, nella forma in cui esisteva, è finito.
La partenza di Weil arriva il giorno dopo che il suo team ha rilasciato GPT-Rosalind, un nuovo modello progettato per accelerare la ricerca nelle scienze della vita e la scoperta di farmaci. Un’uscita di scena amara, a ridosso di quello che poteva essere un nuovo inizio. Il percorso di OpenAI for Science era stato breve e turbolento: Weil aveva dovuto cancellare un tweet in cui affermava che GPT-5 avesse risolto dieci problemi matematici di Erdős — affermazione smentita pubblicamente dal matematico che gestisce il sito erdosproblems.com.
Bill Peebles, Head of Sora e Research Scientist con un dottorato al Berkeley AI Research, era l’architetto dello strumento di generazione video che avrebbe dovuto rivoluzionare il settore. Nel suo messaggio di addio, ha riconosciuto a Sora il merito di aver acceso “un enorme ammontare di investimenti nel video in tutta l’industria”, aggiungendo che il tipo di ricerca che ha prodotto lo strumento richiede spazio lontano dalla roadmap principale dell’azienda. Già nell’ottobre 2025, Peebles aveva ammesso pubblicamente che il modello economico di Sora era “completamente insostenibile”.
La terza partenza è quella di Srinivas Narayanan, Chief Technology Officer delle applicazioni enterprise, che secondo Wired avrebbe comunicato internamente la decisione di lasciare per trascorrere più tempo con la famiglia.
Sora: la parabola di un progetto da un milione di dollari al giorno in fumo
La chiusura di Sora, annunciata il 24 marzo 2026, è il simbolo più visibile della svolta strategica di OpenAI. I numeri raccontano una storia di entusiasmo iniziale seguito da un rapido collasso. Lanciata come app iOS standalone a fine settembre 2025 con un’interfaccia paragonata a TikTok, Sora 2 ha brevemente raggiunto il primo posto nell’Apple App Store, superando il milione di download in cinque giorni.
La curva si è invertita rapidamente. I download hanno toccato il picco di circa 3,33 milioni a novembre 2025, per poi calare del 32% a dicembre e di un ulteriore 45% a gennaio 2026, fermandosi a circa 1,2 milioni. I ricavi hanno seguito la stessa traiettoria: dai 540.000 dollari di dicembre ai 367.000 di gennaio, un crollo del 32%. I ricavi totali da acquisti in-app durante l’intero ciclo di vita dell’app ammontavano a soli 2,1 milioni di dollari, mentre Sora bruciava circa un milione di dollari al giorno in costi di calcolo. Gli utenti attivi globali sono precipitati da un picco di circa un milione a meno di 500.000. L’app chiuderà definitivamente il 26 aprile 2026, mentre le API resteranno attive fino al 24 settembre 2026.
Particolarmente doloroso il fallimento dell’accordo con Disney, che aveva investito un miliardo di dollari in Sora e assicurato partnership di licenza sui personaggi. Il colosso dell’intrattenimento ha appreso dell’annuncio di chiusura meno di un’ora prima che l’accordo venisse meno. L’intesa è stata sciolta “senza che siano stati scambiati soldi”, con Disney che ha dichiarato di rispettare la decisione continuando a esplorare altre piattaforme AI.
Il “code red” di Fidji Simo: la produttività prima di tutto
Dietro queste partenze c’è una precisa volontà strategica. Fidji Simo, CEO della divisione Applications di OpenAI, ha usato parole inequivocabili durante un all-hands meeting il 16 marzo 2026: “Non possiamo perdere questo momento perché siamo distratti da side quest. Dobbiamo davvero eccellere nella produttività in generale e in particolare nella produttività sul fronte del business.”
Simo ha dichiarato che l’azienda sta agendo “come se fosse un code red”, espressione mutuata dal gergo militare per indicare massima emergenza. L’obiettivo è chiaro: “La nostra opportunità è trasformare 900 milioni di utenti in utenti ad alto utilizzo computazionale. Il modo per farlo è rendere ChatGPT uno strumento di produttività.”
L’elenco dei progetti abbandonati è lungo. Nel corso del 2025, OpenAI aveva lanciato o annunciato: il generatore video Sora, il browser web Atlas, un dispositivo hardware costruito con il designer Jony Ive, e funzionalità di e-commerce per ChatGPT. Quest’ultima, chiamata Instant Checkout — una funzione di shopping che permetteva di acquistare articoli da Walmart, Etsy e Shopify senza uscire da ChatGPT — è stata interrotta dopo soli sei mesi perché gestire le transazioni dei rivenditori si è rivelato più complesso del previsto.
Anthropic mangia quote di mercato: il vero allarme che ha cambiato tutto
La ragione profonda della svolta è competitiva. Simo ha descritto il recente successo di Anthropic — il principale concorrente di OpenAI, fondato da ex dipendenti della stessa azienda — come un significativo “wake-up call”, una sveglia brutale.
I dati di mercato di marzo 2026 parlano chiaro: la quota di OpenAI nel settore AI enterprise è scesa dal 50% nel 2023 al 27% all’inizio dell’anno. Anthropic ora controlla quasi il 40% del settore, con il suo strumento Claude Code — un assistente di programmazione — che da solo genera ricavi annualizzati superiori a 2,5 miliardi di dollari.
I numeri complessivi rendono ancora più evidente la dinamica. I ricavi annualizzati di Anthropic hanno superato i 19 miliardi di dollari, con circa l’80% proveniente da clienti enterprise. OpenAI, pur avendo ricavi annualizzati più alti in termini assoluti — circa 25 miliardi — genera dalle imprese solo 10 miliardi, meno della metà del totale. Mentre OpenAI si disperdeva nei side quest, Anthropic ha mantenuto un focus laser su coding e produttività aziendale. Un segnale positivo per OpenAI viene da Codex, il suo strumento di assistenza alla programmazione, che ha quadruplicato gli utenti settimanali a oltre 2 milioni da gennaio. Ma il terreno perso è significativo.
Verso l’IPO: 730 miliardi di valutazione e una strategia tutta da riscrivere
Tutto questo avviene in un momento cruciale. Solo poche settimane fa OpenAI ha annunciato di aver raccolto 110 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti, portando la valutazione totale a circa 730 miliardi. Secondo CNBC, l’azienda potrebbe quotarsi in borsa già nel quarto trimestre del 2026.
Per un’azienda che si prepara a un’IPO, la disciplina finanziaria e la chiarezza strategica non sono opzionali. Bruciare un milione al giorno per un’app video che genera 2,1 milioni in totale non è il tipo di storia che piace agli investitori istituzionali. La partenza di Peebles segue quella di Tim Brooks, co-responsabile dello sviluppo di Sora, che aveva già lasciato OpenAI nell’ottobre 2024 per unirsi a Google DeepMind. The Register ha etichettato OpenAI come “product-killer”, paragonandola ad aziende note per lanciare e poi eliminare prodotti, come Google e Amazon.
Nel frattempo, la guerra per i talenti AI si intensifica. Mark Zuckerberg ha cercato personalmente di reclutare i migliori ricercatori del settore, offrendo pacchetti da 100 milioni di dollari. Tra i suoi obiettivi c’era proprio Bill Peebles, che però non ha accettato. Dove approderanno Weil e Peebles resta una delle domande più interessanti del settore.
Perche’ e’ importante
La ristrutturazione di OpenAI non è solo una questione interna: ridisegna gli equilibri dell’intero mercato AI enterprise, dove Anthropic ha già conquistato il 40% della quota. Con una IPO da 730 miliardi all’orizzonte, le scelte strategiche dei prossimi mesi determineranno chi guiderà davvero la trasformazione dell’intelligenza artificiale applicata al business — e chi invece resterà a inseguire.
La lezione strategica: esplorare o sfruttare, questo è il dilemma
La vicenda OpenAI offre un caso di studio in tempo reale su un dilemma classico dell’innovazione tecnologica: esplorare nuovi territori o sfruttare ciò che già funziona? Nel 2025, l’azienda ha scelto di esplorare in ogni direzione — video, hardware, e-commerce, scienza — guadagnando visibilità ma perdendo terreno nel suo mercato più redditizio. Ora, con tre dirigenti chiave in meno e una IPO all’orizzonte, la scommessa è che concentrarsi su meno cose significhi farle meglio. La risposta arriverà dai prossimi trimestri. E dal mercato.
