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Google investe 40 miliardi in Anthropic: il deal AI del 2026

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Google investe 40 miliardi in Anthropic: il deal AI del 2026

In sintesi: Google investe fino a 40 miliardi di dollari in Anthropic, il più grande deal nella storia dell’intelligenza artificiale, con 5 gigawatt di potenza computazionale inclusi.

Quaranta miliardi di dollari. È la cifra che Google ha messo sul tavolo per Anthropic, la startup che ha costruito i modelli Claude di Anthropic con l’obiettivo dichiarato di rendere l’AI più sicura e affidabile. L’accordo, annunciato ufficialmente il 24 aprile 2026 da entrambe le aziende, prevede un impegno immediato di 10 miliardi di dollari in contanti a una valutazione di Anthropic pari a 350 miliardi di dollari, con altri 30 miliardi condizionati al raggiungimento di specifici obiettivi di performance. Anthropic è stata fondata nel 2021 da un gruppo di ex ricercatori e dirigenti di OpenAI — la società che sviluppa ChatGPT — con l’obiettivo di costruire sistemi di AI più sicuri e affidabili.

Cinque gigawatt e chip proprietari: la vera posta in gioco

La struttura dell’accordo va ben oltre il semplice assegno. Google Cloud si è impegnata a fornire ad Anthropic cinque gigawatt di potenza computazionale nell’arco di cinque anni, con i primi sistemi operativi previsti per il 2027. Al centro di questa infrastruttura ci sono le TPU — le Tensor Processing Units — chip specializzati per l’AI sviluppati internamente da Google come alternativa alle GPU di Nvidia. In un mercato dove la potenza di calcolo è diventata la risorsa più contesa, garantirsi cinque gigawatt è una mossa che pochissimi concorrenti possono replicare. Pochi giorni prima, Amazon aveva annunciato un impegno separato da 5 miliardi di dollari in Anthropic, nell’ambito di un accordo che prevede spese fino a 100 miliardi di dollari per capacità computazionale nel tempo. Anthropic ha anche siglato accordi pluriennali con il produttore di chip Broadcom e con la società di infrastrutture cloud CoreWeave.

Ricavi triplicati: i numeri che giustificano la scommessa

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I numeri di Anthropic giustificano in parte l’entusiasmo degli investitori. Il fatturato annualizzato della società ha superato i 30 miliardi di dollari questo mese, rispetto a circa 9 miliardi alla fine del 2025 — una crescita che la stessa Anthropic ha definito una triplicazione trimestre su trimestre, superando OpenAI per la prima volta. Dario Amodei, CEO dell’azienda, ha spiegato la logica degli investimenti in modo diretto: «I nostri utenti ci dicono che Claude è sempre più essenziale per il loro lavoro, e dobbiamo costruire l’infrastruttura per stare al passo con la domanda in rapida crescita.» Vale la pena ricordare che appena a febbraio 2026 Anthropic aveva già chiuso un round da 30 miliardi di dollari che l’aveva valutata 380 miliardi post-money — cifra che sale fino a 800 miliardi secondo le offerte più aggressive arrivate dai fondi di venture capital in quella stessa occasione.

Coopetition: collaborare con il proprio rivale diretto

La relazione tra Google e Anthropic non nasce oggi. Google aveva già investito 300 milioni di dollari nel laboratorio nel 2023 per una partecipazione di circa il 10%, seguiti da altri 2 miliardi nei mesi successivi. Prima dell’annuncio di venerdì, la quota stimata di Google in Anthropic era già del 14%. Ciò che rende questo deal strutturalmente interessante è la sua natura di “coopetition” — un termine che descrive una relazione ibrida di collaborazione e competizione simultanea. Google sviluppa in parallelo la propria famiglia di modelli Gemini, con cui Anthropic compete direttamente sul mercato. Eppure Google guadagna da ogni risposta generata da Claude sui suoi server cloud. Secondo eMarketer, Google sta aumentando il suo investimento in Anthropic non per vincere la gara sui modelli, ma per consolidare il dominio sull’infrastruttura — garantendosi più clienti su Google Cloud e alimentando la crescita dei suoi business legati alla ricerca. Questa struttura ha già attirato l’attenzione dei regolatori antitrust negli Stati Uniti e nell’Unione Europea, che osservano con preoccupazione la concentrazione di capitale e potere computazionale nelle mani di pochissimi attori.

Perche’ e’ importante

Con questo accordo, la barriera all’ingresso per sviluppare AI di frontiera si misura ormai in decine di miliardi di dollari: chi non ha accesso a quella potenza computazionale resta fuori dalla corsa. La concentrazione di risorse tra Google, Amazon e pochi laboratori privati ridisegna gli equilibri dell’intero settore tecnologico globale, con implicazioni dirette per la concorrenza, la regolamentazione e l’accesso all’innovazione. I regolatori di Washington e Bruxelles hanno già aperto un occhio su questa architettura di potere che, secondo i dati più recenti sull’AI, tende ad auto-rafforzarsi nel tempo.

Il confronto con il passato recente è eloquente: il maxi-investimento di Microsoft in OpenAI, superiore ai 13 miliardi di dollari, aveva stabilito il modello per queste grandi alleanze tra big tech e laboratori di AI — e oggi appare quasi conservativo. Con 40 miliardi di Google alle spalle e una crescita dei ricavi senza precedenti, Anthropic non è più l’alternativa di nicchia: è uno dei due poli attorno a cui ruota l’intero ecosistema dell’AI globale. Google ha capito che, qualunque cosa succeda nella gara tra i modelli, conviene essere il fornitore di corrente.

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