In sintesi: Anthropic raggiunge 30 miliardi di dollari di fatturato annualizzato, superando OpenAI per la prima volta nella storia dell’intelligenza artificiale.
Trenta miliardi di dollari. Questa e’ la cifra che segna il sorpasso piu’ clamoroso nella breve ma intensa storia dell’intelligenza artificiale commerciale. Anthropic, l’azienda fondata nel 2021 da ex ricercatori di OpenAI, ha raggiunto in aprile 2026 un fatturato annualizzato (ARR, cioe’ il ricavo proiettato su 12 mesi) di 30 miliardi di dollari, superando per la prima volta la rivale OpenAI, ferma a circa 25 miliardi.
Da startup a numero uno: una crescita senza precedenti
I numeri raccontano un’accelerazione impressionante. A gennaio 2025, Anthropic fatturava appena un miliardo all’anno. A fine 2025 era gia’ a 9 miliardi. In soli quattro mesi — da gennaio ad aprile 2026 — il fatturato e’ piu’ che triplicato, passando da 9 a 30 miliardi. Una velocita’ di crescita mai vista prima nel settore tecnologico, nemmeno durante il boom delle dot-com degli anni Duemila.
Il segreto? L’azienda ha puntato quasi tutto sulle imprese. L’80% del fatturato di Anthropic arriva da clienti business, mentre OpenAI dipende ancora fortemente dai consumatori tramite ChatGPT. I clienti aziendali che spendono oltre un milione di dollari all’anno con Anthropic sono raddoppiati — da 500 a 1.000 — in meno di due mesi dopo l’ultimo round di finanziamento (la cosiddetta Serie G, cioe’ una fase avanzata di raccolta fondi).
Il paradosso della spesa: fare di piu’ con meno
Ancora piu’ sorprendente e’ il dettaglio sulla spesa in addestramento. Anthropic raggiunge questi risultati spendendo circa quattro volte meno di OpenAI per addestrare i propri modelli di linguaggio (LLM, cioe’ le reti neurali che stanno alla base di assistenti come Claude o ChatGPT). Questo dato mette in discussione la convinzione diffusa nel settore secondo cui servono investimenti colossali in potenza di calcolo per creare i modelli migliori.
Certo, il risparmio non significa che Anthropic rinunci alla potenza computazionale. Questa settimana l’azienda ha anche siglato un accordo con Google e Broadcom per assicurarsi 3,5 gigawatt di capacita’ di calcolo (TPU, cioe’ i processori specializzati di Google), che entreranno in funzione a partire dal 2027. Per dare un’idea, 3,5 gigawatt equivalgono a circa il consumo energetico di una citta’ di medie dimensioni.
La risposta di OpenAI: un memo al vetriolo
Il sorpasso non e’ passato inosservato nella Silicon Valley. Secondo un articolo di CNBC del 9 aprile, OpenAI ha inviato ai propri investitori un memo interno in cui critica apertamente la rivale, definendo Anthropic un’azienda che “opera su una curva significativamente piu’ piccola”. Nel documento, OpenAI ha dichiarato di puntare a 30 gigawatt di potenza di calcolo entro il 2030, contro i 7-8 gigawatt che prevede per Anthropic a fine 2027.
Il tono insolitamente aggressivo tradisce una certa preoccupazione. Per la prima volta dalla nascita di ChatGPT nel 2022, OpenAI non e’ piu’ il leader incontrastato del mercato. La competizione si e’ spostata dal piano puramente tecnologico — chi ha il modello piu’ potente — a quello commerciale: chi riesce a vendere l’intelligenza artificiale alle aziende in modo piu’ efficace.
Project Glasswing: il fattore sicurezza
A rafforzare la posizione di Anthropic c’e’ anche il successo mediatico di Project Glasswing, lanciato sempre questa settimana. Si tratta di un’iniziativa di cybersicurezza (cioe’ di protezione dei sistemi informatici) in cui il modello Claude Mythos Preview ha individuato migliaia di vulnerabilita’ sconosciute — i cosiddetti zero-day, falle mai scoperte prima — nei principali sistemi operativi e browser web.
L’impatto e’ stato tale che il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent e il presidente della Federal Reserve Jerome Powell hanno convocato d’urgenza i CEO delle maggiori banche americane — Citigroup, Morgan Stanley, Bank of America, Wells Fargo e Goldman Sachs — per discutere le implicazioni per la sicurezza del sistema finanziario. Un segnale chiaro: l’intelligenza artificiale non e’ piu’ solo una questione tecnologica, ma un tema di sicurezza nazionale.
Verso la borsa?
Con un fatturato che supera quello del principale concorrente e una tecnologia che preoccupa persino il governo degli Stati Uniti, il passo successivo sembra naturale. Diverse fonti indicano che Anthropic sta valutando una IPO (offerta pubblica iniziale, cioe’ la quotazione in borsa) gia’ a partire da ottobre 2026. Se confermata, sarebbe uno dei debutti in borsa piu’ attesi dell’anno.
Perche’ e’ importante
Il sorpasso di Anthropic su OpenAI segna una svolta nel mercato dell’intelligenza artificiale. Dimostra che non serve necessariamente spendere di piu’ per vincere: la strategia aziendale, la fiducia dei clienti enterprise e la capacita’ di innovare in modo responsabile contano almeno quanto la pura potenza computazionale. Per il settore, e’ l’inizio di una fase di competizione matura in cui il valore si misura in fatturato reale, non solo in parametri dei modelli.
