In sintesi: Alphabet chiude il primo trimestre 2026 con ricavi record da 109,9 miliardi, ma quasi metà dell’utile viene da plusvalenze azionarie, non dall’operatività.
Nel solo primo trimestre 2026, Alphabet ha speso 35,7 miliardi di dollari in infrastrutture — più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È il numero che ha fermato gli analisti mercoledì 29 aprile, quando la società ha pubblicato i risultati trimestrali: ricavi a 109,9 miliardi di dollari, utile netto a 62,6 miliardi (+81% su base annua), e una guidance sul CapEx aggiornata a 180-190 miliardi per l’intero 2026, cinque miliardi in più rispetto alla stima precedente. La ragione ufficiale dell’aumento è l’acquisizione di Intersect, società di data center comprata a marzo per 4,75 miliardi. Ma la vera storia è altrove.
Google Cloud vola, ma la domanda supera già la capacità
Google Cloud ha superato per la prima volta i 20 miliardi di ricavi trimestrali, con una crescita del 63% su base annua — un ritmo più veloce di Azure e AWS nel loro trimestre più recente. Il backlog enterprise, cioè i contratti già firmati ma non ancora fatturati, ha quasi raddoppiato in un trimestre arrivando a 462 miliardi di dollari. Gemini Enterprise — la versione aziendale del modello AI di Google — ha registrato una crescita del 40% trimestre su trimestre degli utenti mensili attivi paganti. I modelli elaborano ora 16 miliardi di token al minuto tramite API, contro i 10 miliardi del trimestre precedente. Sundar Pichai ha ammesso apertamente che i ricavi cloud sarebbero stati più alti se la capacità di calcolo disponibile fosse bastata a soddisfare la domanda.
Il dettaglio che i titoli non raccontano
C’è un dato che il comunicato stampa non mette in primo piano. Quasi la metà dell’utile netto record di 62,6 miliardi — circa 28,7 miliardi di dollari — non viene da annunci pubblicitari, da Cloud o da abbonamenti. Viene dalla rivalutazione delle partecipazioni azionarie in società private, principalmente Anthropic, la startup AI in cui Alphabet detiene una quota stimata al 14%. In altri termini: il trimestre più redditizio della storia di Alphabet è stato costruito in parte su una plusvalenza contabile, non su ricavi operativi. Un fatto che non cambia i fondamentali — il margine operativo è comunque salito al 36,1% — ma che merita di essere letto accanto ai titoli.
Una corsa alle infrastrutture senza precedenti
Sul fronte della spesa, la CFO Anat Ashkenazi ha già anticipato che il CapEx 2027 “aumenterà significativamente” rispetto al 2026. Complessivamente, Alphabet, Amazon, Microsoft e Meta prevedono di spendere oltre 700 miliardi di dollari in infrastrutture nel corso di quest’anno — quasi il doppio rispetto al 2025. Secondo l’AI Index 2026, questa accelerazione degli investimenti non ha precedenti nella storia recente della tecnologia. Chi costruisce i server, i chip e i data center che alimentano questa corsa sta probabilmente leggendo questi numeri con più soddisfazione di qualunque analista di Wall Street.
Perche’ e’ importante
I risultati di Alphabet non fotografano solo la salute di una singola azienda: segnalano che la corsa alle infrastrutture AI è entrata in una fase di accelerazione difficilmente reversibile. Con oltre 700 miliardi di dollari di investimenti pianificati dai soli quattro grandi player nel 2026, le decisioni prese oggi sui data center e sui chip definiranno chi controllerà la capacità di calcolo — e quindi il mercato AI — per il prossimo decennio.
