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ChatGPT Advanced Security: addio password con passkey

· · ⏱️ 5 min di lettura
ChatGPT Advanced Security: addio password con passkey

In sintesi: OpenAI lancia Advanced Account Security per ChatGPT: niente più password, solo passkey e chiavi hardware fisiche, con recupero account impossibile senza di esse.

Un account ChatGPT non è più una semplice cronologia di chat — è un archivio di contesti personali e professionali, collegato a strumenti, flussi di lavoro e decisioni critiche. OpenAI lo riconosce apertamente con il lancio di Advanced Account Security: per alcune categorie di utenti — giornalisti, funzionari eletti, dissidenti, ricercatori — è qualcosa che vale la pena proteggere con serietà vera. E la scelta di design che accompagna questo lancio è abbastanza rara nel settore consumer da far alzare più di un sopracciglio.

Addio password: una sostituzione, non un’opzione

Il dettaglio più sorprendente di questo lancio non è la partnership con Yubico né il bundle di chiavi hardware. È una frase nel comunicato ufficiale che passa quasi in sordina: chi attiva Advanced Account Security non può più accedere con una password. Il sistema richiede esclusivamente passkey — credenziali digitali legate al dispositivo, che non viaggiano su un server e non possono essere rubate con una mail di phishing — oppure chiavi di sicurezza fisiche, come le YubiKey.

Non è un’opzione aggiuntiva. È una sostituzione. Con essa sparisce anche il recupero tramite e-mail o SMS: se un attaccante compromette il tuo account di posta, non può usarlo come leva per entrare in ChatGPT. Il rovescio della medaglia è dichiarato senza imbarazzo: il team di supporto di OpenAI non potrà aiutarti a recuperare l’account se perdi i metodi di accesso. Niente social engineering, niente eccezioni.

Per capire la posta in gioco: il phishing è la tecnica con cui un attaccante ti inganna a inserire le tue credenziali su un sito falso, o ti convince telefonicamente a fornire un codice di verifica. Le passkey e le chiavi fisiche rendono questo attacco strutturalmente impossibile, perché non esiste un codice da rubare.

Cosa ottieni attivandola: il pacchetto completo

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Advanced Account Security è disponibile nella sezione Sicurezza degli account ChatGPT sul web e copre sia ChatGPT che Codex — l’ambiente di sviluppo AI di OpenAI — accessibili con lo stesso login. Le misure incluse:

  • Accesso esclusivo tramite passkey o chiavi fisiche certificate FIDO (lo standard internazionale per l’autenticazione sicura)
  • Recupero account solo con metodi robusti: passkey di backup, chiavi hardware aggiuntive o chiavi di recupero dedicate
  • Sessioni di accesso abbreviate, per ridurre il tempo di esposizione in caso di dispositivo compromesso
  • Notifiche in tempo reale a ogni nuovo accesso, con possibilità di gestire le sessioni attive
  • Disattivazione automatica dell’uso delle conversazioni per addestrare i modelli AI

Quest’ultimo punto merita attenzione. OpenAI ha scelto di collegare la protezione della privacy all’attivazione della sicurezza avanzata, senza richiedere un’azione separata. Chi lavora con informazioni sensibili ottiene entrambe le cose insieme — una decisione di design che semplifica una scelta che altrimenti molti non farebbero mai.

Yubico entra in scena: lo sconto che rivela la strategia

In parallelo al lancio, OpenAI ha annunciato una partnership con Yubico, azienda svedese quotata al Nasdaq di Stoccolma e produttrice delle YubiKey — le chiavi di sicurezza hardware più diffuse al mondo nel settore enterprise. Gli utenti possono acquistare un bundle di due YubiKey a 68 dollari, rispetto ai 126 dollari di prezzo di listino. Il set include una YubiKey C NFC per l’autenticazione tap-to-authenticate sullo smartphone e una YubiKey C Nano a basso profilo, pensata per restare inserita nella porta USB del laptop durante il lavoro quotidiano.

Il CEO di Yubico, Jerrod Chong, ha dichiarato: “Stiamo introducendo un nuovo modello di sicurezza phishing-resistant su scala per l’ecosistema AI. Questa partnership con OpenAI offre il massimo livello di protezione contro il phishing con un’esperienza utente a bassa attrito. Il nostro obiettivo è ridurre drasticamente la minaccia di accesso non autorizzato ai dati sensibili negli account OpenAI in tutto il mondo.”

Vale la pena notare un dettaglio che il comunicato menziona quasi di passaggio: OpenAI usa già internamente le YubiKey per proteggere i propri dipendenti e infrastrutture. La partnership non è una scommessa su una tecnologia nuova — è l’estensione agli utenti di qualcosa che l’azienda già considera standard per sé stessa.

Il contesto che OpenAI preferisce non mettere in primo piano

OpenAI ha specificato che questo lancio non è una risposta a una violazione specifica. La precisazione è interessante, perché il contesto delle minacce è tutt’altro che tranquillo. Negli ultimi mesi erano emersi online dati di clienti OpenAI — nomi, indirizzi e-mail, metadati dei dispositivi — in seguito a una fuga legata al fornitore di analytics Mixpanel. In un altro caso, aveva circolato un archivio di credenziali presumibilmente rubate per venti milioni di account ChatGPT. E hacker avevano usato un account AI di terze parti compromesso per accedere ai sistemi interni di Vercel, una piattaforma per sviluppatori web.

Chiamarlo “misura proattiva” è tecnicamente corretto. Ma il timing — e la scelta di rendere obbligatoria la funzione per i membri del programma Trusted Access for Cyber a partire dal primo giugno 2026 — suggerisce che la pressione era già alta. Quel programma dà accesso ai modelli AI più capaci in ambito cybersecurity: esattamente il tipo di utenti che un attaccante vorrebbe compromettere per primo.

Il confronto naturale è con il Google Advanced Protection Program, nato anni fa dopo una serie di attacchi di phishing su account di alto profilo. OpenAI percorre la stessa strada, con qualche anno di ritardo rispetto a Google ma con una base utenti nel frattempo diventata molto più ampia e molto più eterogenea.

Perche’ e’ importante

Advanced Account Security segna un cambio di paradigma nel settore AI consumer: per la prima volta una piattaforma di questa scala elimina completamente la password come opzione di accesso, adottando standard di protezione finora riservati agli ambienti enterprise. La scelta di rendere la funzione obbligatoria per i profili ad alto rischio entro giugno 2026 indica che OpenAI considera la sicurezza degli account una priorità strutturale, non una funzione accessoria. Se altri grandi player dell’AI seguiranno lo stesso percorso, potrebbe ridefinire le aspettative di sicurezza per l’intera industria.

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