In sintesi: Cerebras Systems punta al Nasdaq con ticker “CBRS”, valutazione fino a 25 miliardi e un chip AI grande quanto un piatto da portata.
Un chip delle dimensioni di un piatto da portata, capace di integrare 4 trilioni di transistor — cinquanta volte quelli dell’H100 di Nvidia — e un portafoglio ordini da 24,6 miliardi di dollari già firmati: con questi numeri, Cerebras Systems ha depositato il 17 aprile 2026 il modulo S-1 presso la SEC per quotarsi al Nasdaq con il ticker “CBRS”, puntando a raccogliere circa 2 miliardi di dollari a una valutazione compresa tra 22 e 25 miliardi. L’azienda di Sunnyvale, California, fondata nel 2015 da Andrew Feldman, non costruisce chip come tutti gli altri: il suo processore WSE-3 occupa un intero wafer di silicio — 46.225 millimetri quadrati — ed è, per ammissione della stessa Cerebras, 58 volte più grande del chip B200 di Nvidia. Fabbricato con il processo a 5nm di TSMC, integra 900.000 core ottimizzati per l’AI. Nessuna altra fonderia al mondo è in grado di replicarlo.
Da 24 milioni a 510 milioni: la traiettoria finanziaria che convince Wall Street
I numeri del nuovo S-1 raccontano una crescita difficile da ignorare. I ricavi sono passati da 24,6 milioni di dollari nel 2022 a 510 milioni nel 2025, con una crescita anno su anno del 76%. Ma il dato più significativo è un altro: Cerebras ha raggiunto la redditività, chiudendo il 2025 con 87,9 milioni di dollari di utile netto, dopo una perdita di 485 milioni l’anno precedente. L’azienda dichiara 24,6 miliardi di dollari in obbligazioni di performance residue — contratti già firmati e non ancora eseguiti — di cui prevede di riconoscere il 15% tra 2026 e 2027. I primi dieci clienti per fatturato nel 2025 hanno aumentato la spesa aggregata di circa l’80% entro dodici mesi dal primo acquisto. Nella documentazione depositata, Cerebras segnala che l’alleanza con OpenAI rappresenta una parte sostanziale dei ricavi previsti nei prossimi anni, mentre un accordo firmato a marzo con Amazon consentirà l’erogazione di servizi cloud su chip Cerebras e permetterà ad Amazon di acquistare circa 270 milioni di dollari di azioni della società.
Il nodo CFIUS e la lunga strada verso la quotazione
La strada verso il Nasdaq non è stata lineare. Cerebras aveva depositato un primo S-1 nel settembre 2024, ma il CFIUS — il comitato governativo americano che vigila sugli investimenti esteri per ragioni di sicurezza nazionale — aveva aperto un’indagine sui legami tra l’azienda e G42, società emiratina con connessioni commerciali cinesi. Washington temeva che chip AI avanzati venduti a G42 potessero aggirare i controlli sulle esportazioni verso la Cina. L’IPO fu ritirata nell’ottobre 2025. Nel frattempo, Cerebras chiuse un round Series G da 1,1 miliardi di dollari a una valutazione di 8,1 miliardi. Nel nuovo deposito, G42 non compare più tra gli investitori. Il peso del cliente emiratino sui ricavi si è ridotto dall’87% del primo semestre 2024 al 24% nel 2025. Tuttavia, la Mohamed bin Zayed University of Artificial Intelligence ha rappresentato il 62% dei ricavi 2025, mantenendo alta la concentrazione geografica tra i fattori di rischio dichiarati.
Valutazione, underwriter e la finestra di maggio
La valutazione più recente di Cerebras, basata sul round Series H di febbraio 2026, era di 23 miliardi di dollari. Sul mercato secondario — piattaforme come Forge e Hiive dove si scambiano azioni di società private — i prezzi recenti tra 102 e 107 dollari per azione implicano una valutazione di 26-28 miliardi. Morgan Stanley, Citigroup, Barclays e UBS guidano l’offerta come underwriter. All’inizio di questa settimana, Morgan Stanley ha concesso a Cerebras una linea di credito revolving fino a 250 milioni di dollari, espandibile a 850 milioni dopo la quotazione. La finestra per il debutto sul Nasdaq è ora fissata verso maggio 2026.
L’Inference Flip: perché il momento è adesso
Il tempismo del deposito non è casuale. Il settore sta vivendo quello che gli analisti chiamano “Inference Flip”: il momento in cui la spesa globale per eseguire modelli AI supera quella per addestrarli. Deloitte stima che l’inference rappresenterà circa due terzi di tutto il calcolo AI nel 2026. È esattamente il terreno su cui Cerebras vuole sfidare Nvidia, in un mercato complessivo per training e inference stimato a 251 miliardi di dollari nel 2025 e proiettato a 672 miliardi entro il 2029. Con 708 dipendenti, un chip senza equivalenti fisici e un portafoglio ordini miliardario, Cerebras scommette che il futuro dell’AI non appartiene solo a chi ha dominato l’addestramento, ma a chi saprà far girare i modelli più velocemente di tutti.
Perche’ e’ importante
La quotazione di Cerebras è il test più significativo della tesi che esista spazio reale per un concorrente di Nvidia nell’hardware AI, proprio nel momento in cui l’inference diventa il campo di battaglia principale. Un’IPO di successo a 22-25 miliardi legittimerebbe l’approccio wafer-scale e potrebbe accelerare gli investimenti nell’intero ecosistema alternativo a Nvidia. Il fallimento, invece, confermerebbe che il dominio di Santa Clara è ancora difficile da scalfire anche con tecnologia radicalmente diversa.
